impianti a carico immediato
Cos'è e come funziona il carico immediato
Negli ultimi anni l'implantologia ha fatto molti passi avanti. Uno dei
progressi più significativi della ricerca dei nostri giorni riguarda il
superamento, in casi selezionati, del tempo di attesa necessario alla
osteointegrazione, cioè del tempo necessario affinché l'osso ricresca
sull'impianto legandolo a sé. Solo quando l'impianto è osteointegrato,
infatti, è possibile "caricarlo", ovvero utilizzarlo come pilastro per
costruire una protesi fissa. Normalmente è necessario attendere dai tre ai
sei mesi, prima di poter "utilizzare", dal punto di vista protesico, un
impianto. Gli studi più recenti sono invece giunti a queste due conclusioni:
1: aumentando la superficie dell'impianto a contatto con l'osso, è possibile
facilitare il legame dell'impianto stesso con le cellule ossee. In altre
parole, quanto più è ampia la superficie di impianto a contatto con l'osso,
tanto più i tempi di osteointegrazione si abbreviano, entro certi limiti.
2: l'utilizzazione di impianti in titanio rivestito di idrossiapatite, che è
la matrice cristallina di cui è costituito l'osso, riesce a ridurre
ulteriormente i tempi della osteointegrazione.
Attraverso questa nuova generazione di impianti oggi è possibile ridurre i
tempi di osteointegrazione, arrivando addirittura, in condizioni
selezionate, ad eliminarli con procedure di caricamento e protesizzazione (e
masticazione) immediate".
Cosa sta dunque cambiando concretamente per il paziente?
E' possibile, in alcuni casi, andare dal dentista, estrarre il dente malato
e sostituirlo con un impianto che viene immediatamente aggiunto della sua
capsula protesica. Questo consente di risolvere in tempo reale il problema
estetico senza dover stare per lunghi periodi senza denti o utilizzare
protesi rimovibili.
E' possibile andare dal dentista alla mattina, togliere tutti i denti
dell'arcata inferiore, inserire gli impianti necessari (ora anche solo 4),
attendere poche ore riposandosi a casa o in uno spazio predisposto (day
surgery) che il lavoro protesico venga preparato ed uscire, anche in
giornata, con una protesi fissa completa inferiore che permette di masticare
subito.
E' bene chiarire che queste procedure non sono sempre preferibili a quelle
più "lente". E' innegabile che i nuovi traguardi raggiunti dall'odontoiatria
consentano di venire incontro a quei pazienti per i quali il fattore "tempo"
è cruciale, a coloro che hanno grandi esigenze estetiche e non accettano di
restare per mesi in una condizione esteticamente insoddisfacente e, infine,
a quanti si rifiutano di utilizzare protesi rimovibili poco stabili anche
solo per un certo numero di mesi".
Con quale tipo di protesi si può adottare la tecnica del carico immediato?
Sono diverse, a seconda dei casi clinici che ci troviamo ad affrontare. Si
possono utilizzare protesi rimovibili dal paziente, come ad esempio le
protesi "a bottoni" o "a barra", più usate nell'arcata inferiore, e la
protesi a chiavistello (semifissa), usata sia per l'arcata inferiore sia per
quella superiore. In questi casi la protesi è ancorata agli impianti con
diversi sistemi che assicurano tutti una grossa stabilità e allo stesso
tempo la comodità di poterla facilmente rimuovere per le quotidiane
operazioni di pulizia della bocca.
Oppure protesi fisse, ed è il caso più classico, avvitate sugli impianti, di
solito almeno cinque (Protesi tipo Toronto), ma rimovibili dal dentista solo
in casi particolari. Con questo tipo di protesi la pulizia dei denti viene
fatta dal paziente come per i denti naturali, con scovolino e spazzolino.
Infine le protesi fisse tradizionali, costruite su un'arcata, completa o no,
sopra un numero adeguato di impianti. Sugli impianti vengono avvitati dei
monconi e la protesi viene cementata sui monconi presenti. Anche in
quest'ultimo caso la pulizia dei denti viene fatta dal paziente stesso come
per i denti naturali, usando scovolino e spazzolino.
Oggi è possibile effettuare una ricostruzione integrale della bocca con soli
4 impianti per arcata (tecnica All-on-four) con carico immediato e protesi
provvisoria. Su questi 4 impianti è possibile anche
inserire,successivamente, un ponte definitivo con denti in ceramica
integrale Nobel Procera, in resina su titanio o in acrilico(con un rilevante
risparmio economico) In alcuni casi è possibile effettuare questo intervento
senza incisione della gengiva (tecnica flapless, inserendo impianti
trasmucosi) col vantaggio di una guarigione enormemente facilitata e
pressoché nessun disturbo dopo l'intervento. Per poter usare questa tecnica
è però necessaria una conformazione e quantità di osso sufficiente.
Attualmente è in fase di impiego iniziale una tecnica che somma tutti questi
vantaggi (All-on-four + Nobel Guide) e che rivoluziona, semplificandola,
tutta l'implantologia cui siamo abituati.